Bar d’Italia Gambero Rosso

Selezionato Bar d'Italia Gambero Rosso

Sono trenta i Bar che si aggiudicano quest'anno tre chicchi e tre tazzine. Al bar, come al ristorante, vince chi punta sulla qualità e sul territorio.

C’è chi si produce il latte, chi seleziona i fornitori uno ad uno e ne indica nomi e cognomi in nome di un’assoluta trasparenza, chi mette su un orticello all’ingresso del locale per spiegare ai bambini che i pomodori non nascono al supermercato e c’è chi fa chilometri per trovare la ricotta giusta per farcire i cannoli.

Anche i bar, come i ristoranti, dopo anni passati a giocare su location ad effetto, hanno capito che si vince solo puntando sulla qualità. E valorizzando il territorio. Segno dei tempi? Probabilmente sì. In tempi di crisi c’è una gran voglia di sostanza, di certezza. Il bisogno di “ancorarsi” alle radici.
Sia che l’offerta si muova sui binari della tradizione o che metta sul piatto una proposta più dinamica e articolata mixando generi, forme e sapori, il discorso non cambia: è il buono che vince. Se poi a far da cornice c’è una location di appeal, il piacere aumenta ma prima di tutto viene il sapore. Un sapore che il cliente ormai sempre più esigente e attento vuole ritrovare in tutto, dalla prima tazzina del mattino all’aperitivo della sera.

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